IL CASO TIGER: UN SUCCESSO SENZA STRATEGIE?

IL CASO TIGER: UN SUCCESSO SENZA STRATEGIE?


Danimarca. Lennart Lajboshitz, l’ideatore di Tiger. Ha cominciato vendendo ombrelli nei mercatini di Copenaghen, a 36 anni ha aperto il suo primo negozio. Oggi Tiger conta ben 620 negozi in 28 paesi. Un successo straordinario in pochi anni. All’interno dei negozi puoi trovare qualsiasi cosa. Canestri da tavolo, torcia laser, biscotti alla cannella, palloncini autogonfiabili, […]

Danimarca. Lennart Lajboshitz, l’ideatore di Tiger. Ha cominciato vendendo ombrelli nei mercatini di Copenaghen, a 36 anni ha aperto il suo primo negozio. Oggi Tiger conta ben 620 negozi in 28 paesi. Un successo straordinario in pochi anni.
All’interno dei negozi puoi trovare qualsiasi cosa. Canestri da tavolo, torcia laser, biscotti alla cannella, palloncini autogonfiabili, cartoleria coloratissima, cerotti multicolor, prodotti fai da te e tanto altro.
LA STRATEGIA
Data la rapida ascesa e l’enorme successo di Tiger, c’è da chiedersi quale strategia di marketing ci sia alle spalle.

I top marketer del brand ci risponderebbero che hanno solo scelto di offrire ai consumatori prodotti low cost, divertenti, di facile utilizzo ma ben fatti , riuscendo così ad innescare il più antico di tutti i mezzi pubblicitari, ma non per questo meno efficace: il passaparola. I prodotti parlano da sé. Anche l’attività online e sui social network è minima da parte del Brand, ma nonostante ciò Tiger è riuscito a ottenere circa 1.4 milioni di follower.

Ma in realtà una strategia c’è. Le comunicazioni di Tiger si sono sviluppate per lo più all’interno dei punti vendita. La comunicazione principale è dunque quella all’interno del negozio. Innanzitutto, appena entrati in uno dei punti vendita, ci si trova di fronte a un labirinto: in questo modo il cliente deve necessariamente passare davanti a tutti gli scaffali( dai toni scandinavi) dove a risaltare sono subito i prodotti colorati e accattivanti. Il turnover dei prodotti è continuo: “ogni 15 giorni si deve avere l’impressione di entrare in un nuovo negozio”. Si sceglie dunque di abbinare una forte componente esperienziale a tutte le fasi d’acquisto: un negozio in cui ci si può divertire tra musica e tanto colore.

I prossimi obbiettivi di Tiger

“Creare una storia attorno al brand, dandogli non solo un carattere ben definito ma anche qualcosa da dire”: la strategia dunque di utilizzare lo storytelling, uno strumento di marketing sempre efficace.

FONTI:

http://www.ninjamarketing.it/2016/05/23/il_caso_tiger/

http://www.thismarketerslife.it/marketing/retail/tiger/